L’incontro con Apollo
Ci sono opere che, viste dal vivo, lasciano un’impressione difficile da dimenticare. Al Museo Archeologico Nazionale di Sofia, davanti a una testa bronzea dorata identificata come Apollo e proveniente dall’antica Serdica, mi sono fermato più a lungo di quanto avessi previsto.
Mi hanno colpito la presenza silenziosa del volto, il movimento dei capelli e soprattutto la qualità del modellato. Gli occhi, oggi privi degli inserti originari, accentuano quella sospensione tra figura umana e immagine ideale che rende la scultura così intensa.
Dalla scultura al foglio
Questo disegno, realizzato nel 2026 a sanguigna su carta, nasce dal desiderio di tornare a guardare quella testa con maggiore attenzione. Non vuole essere una ricostruzione archeologica né una copia filologicamente esatta: è uno studio personale, condotto attraverso il rapporto fra segno, luce e ombra.
Un dettaglio mi aveva impressionato in particolare: una rientranza che avevo osservato in corrispondenza della guancia sinistra del volto. Ho cercato di suggerirla con un passaggio tonale progressivo, evitando un contorno troppo netto e conservando la continuità della superficie. Nelle orbite e sotto il mento, invece, la sanguigna si addensa per costruire profondità.
Disegnarla è stato un modo per prolungare quell’incontro e misurarmi con una forma capace di attraversare i secoli senza perdere la sua forza espressiva.
Il riferimento antico
La testa di Apollo appartiene al patrimonio archeologico di Serdica, la città romana dalla quale si è sviluppata l’odierna Sofia. È un’opera in bronzo con tracce di doratura, generalmente datata al II secolo d.C., oggi conservata al Museo Archeologico Nazionale di Sofia. La scoperta è collegata a lavori edilizi nell’area dell’antica città; le fonti consultate non permettono però di precisare con sicurezza l’anno del rinvenimento.
Il culto di Apollo, anche nella sua funzione di guaritore, è documentato nell’antica Serdica. Il collegamento con il dio e con modelli della statuaria greca appartiene alla lettura storico-artistica del reperto.
Fonti per il riferimento archeologico: Museo Archeologico Nazionale di Sofia (NAIM-BAS) · Visit Sofia — Ancient Serdica.